Quando si parla di NASpI, l’attenzione si concentra quasi sempre sulla domanda, sui requisiti necessari per ottenerla o sull’importo dell’indennità. C’è però un aspetto che molti scoprono solo l’anno successivo: il rapporto tra NASpI e dichiarazione dei redditi.
È una situazione particolarmente frequente tra i lavoratori stagionali e, più in generale, tra chi alterna periodi di lavoro e periodi di disoccupazione nel corso dell’anno.
In questi casi può capitare di ricevere più Certificazioni Uniche, percepire la NASpI per alcuni mesi e pensare di non avere particolari adempimenti fiscali. La realtà è spesso diversa.
Capire quando è necessario presentare il 730 e quali conseguenze possono derivare da una gestione superficiale della propria situazione fiscale permette di evitare errori e di verificare se si ha diritto a un rimborso oppure se sono presenti imposte ancora da versare.
NASpI e redditi: perché la situazione può diventare più complessa
La NASpI è una prestazione a sostegno del reddito erogata dall’INPS ai lavoratori che hanno perso involontariamente l’occupazione.
Dal punto di vista fiscale, però, non è un reddito “separato” dal resto. L’indennità entra a far parte del reddito complessivo della persona e deve essere considerata insieme agli altri redditi percepiti durante l’anno.
È qui che nasce la complessità. La situazione è particolarmente frequente quando si alternano periodi di lavoro e disoccupazione stagionale: chi ha lavorato per una parte dell’anno e ha poi percepito la NASpI si trova spesso ad avere più soggetti che hanno erogato somme e applicato trattenute fiscali. Da un lato il datore di lavoro, dall’altro l’INPS.
Ciascuno opera sulla propria parte, senza avere necessariamente una visione completa della situazione del contribuente.
Il caso tipico del lavoratore stagionale
Tra le situazioni più frequenti c’è, appunto, quella del lavoratore stagionale.
Si tratta di una condizione comune in molti settori, dal turismo alla ristorazione, passando per le attività legate alla stagionalità agricola o agli eventi.
Una persona può lavorare per alcuni mesi, terminare il contratto e successivamente percepire la NASpI. In alcuni casi può anche svolgere più rapporti di lavoro nel corso dello stesso anno. Alla fine del periodo d’imposta si ritrova quindi con più Certificazioni Uniche e con redditi provenienti da fonti diverse.
E qui nasce il dubbio: è necessario presentare il cosiddetto “730 per disoccupati”? La risposta dipende dalla situazione del singolo contribuente e richiede una valutazione complessiva dei redditi percepiti durante l’anno.
Chi riceve la NASpI deve sempre fare il 730?
Non è possibile stabilire una regola valida per tutti, ma esistono alcune situazioni nelle quali è particolarmente importante verificare se sia necessario presentare la dichiarazione dei redditi.
È il caso, ad esempio, di chi:
- ha percepito la NASpI dopo uno o più rapporti di lavoro;
- ha lavorato per datori di lavoro diversi;
- ha sostenuto spese che possono dare diritto a detrazioni o deduzioni fiscali;
- vuole verificare se abbia diritto a un rimborso oppure se risultino imposte ancora da versare.
La presenza di una o più di queste condizioni non significa automaticamente che esista un obbligo dichiarativo, ma rappresenta un segnale che rende opportuna una verifica della propria situazione fiscale.
Molti contribuenti ritengono che, avendo già subito le trattenute fiscali, non sia necessario fare ulteriori verifiche. In realtà la presenza di più redditi o di più Certificazioni Uniche può modificare il risultato finale. La dichiarazione dei redditi diventa quindi lo strumento attraverso il quale viene ricostruita la posizione fiscale complessiva dell’anno.
Per questo motivo è importante non fermarsi alla semplice presenza o assenza dell’obbligo dichiarativo, ma verificare concretamente la propria situazione.
Certificazione unica INPS per la NASpI
A complicare la cosa, c’è anche il fatto che, mentre i datori di lavoro consegnano al lavoratore la CU dell’anno precedente, l’INPS non la invia a casa. È il contribuente che deve scaricarla dal sito dell’INPS. La Certificazione Unica è disponibile nell’area personale del portale INPS e deve essere recuperata, insieme alle altre CU dell’anno, prima di predisporre la dichiarazione dei redditi.
Più Certificazioni Uniche: un aspetto da non sottovalutare
Uno degli elementi che ricorre più spesso nei percettori di NASpI è la presenza di più CU.
Può esserci una Certificazione Unica rilasciata dal datore di lavoro e una seconda rilasciata dall’INPS per l’indennità percepita. In alcuni casi le Certificazioni Uniche possono essere anche più di due.
Quando i redditi vengono erogati da soggetti diversi, le trattenute fiscali vengono calcolate separatamente. La dichiarazione dei redditi serve proprio a ricomporre il quadro generale. Questo può portare a risultati differenti rispetto a quelli attesi. Alcuni contribuenti scoprono di avere un credito fiscale e quindi un rimborso. Altri si trovano invece a dover versare imposte aggiuntive. La differenza dipende dalla situazione personale, dai redditi complessivamente percepiti e dalle spese detraibili e deducibili sostenute nel corso dell’anno.
La dichiarazione può servire anche quando non esiste un obbligo
Un errore piuttosto comune consiste nel considerare la dichiarazione dei redditi esclusivamente come un obbligo.
In realtà può rappresentare anche un’opportunità. Chi ha sostenuto spese detraibili durante l’anno, ad esempio spese sanitarie, spese per i figli o altri oneri previsti dalla normativa, potrebbe avere diritto a recuperare una parte delle imposte versate.
Senza la dichiarazione, questo recupero potrebbe non essere possibile.
Per questo motivo la valutazione non dovrebbe limitarsi alla domanda “sono obbligato a fare il 730?” ma estendersi a un’analisi più ampia della propria situazione fiscale.
Gli errori più frequenti
Nella pratica, molti problemi nascono da valutazioni apparentemente semplici.
Un errore frequente è pensare che la NASpI non abbia alcun impatto sulla dichiarazione dei redditi. Un altro è ignorare la presenza di più Certificazioni Uniche o conservare solo una parte della documentazione ricevuta. Infine, capita spesso di ritenere erroneamente che la NASpI sostituisca in automatico gli adempimenti fiscali. L’indennità viene tassata dall’INPS, ma questo non esclude la necessità di ricostruire la situazione complessiva attraverso la dichiarazione dei redditi quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa. Succede spesso anche che il contribuente si concentri esclusivamente sull’indennità di disoccupazione senza considerare l’effetto complessivo dei redditi percepiti durante l’anno.
Un unico riferimento per aspetti previdenziali e fiscali
Chi percepisce la NASpI si trova spesso a gestire due ambiti distinti ma strettamente collegati. Da una parte ci sono gli aspetti previdenziali e assistenziali legati alla prestazione di disoccupazione. Dall’altra ci sono gli effetti fiscali che emergono al momento della dichiarazione dei redditi.
Come abbiamo visto, nel corso dello stesso anno può capitare di avere più rapporti di lavoro, percepire la NASpI, ricevere più Certificazioni Uniche e trovarsi a dover valutare la propria posizione fiscale complessiva. Affrontare questi aspetti separatamente può rendere più difficile avere un quadro chiaro della situazione.
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Per chi alterna periodi di lavoro e disoccupazione, poter contare su un unico interlocutore significa affrontare con maggiore consapevolezza sia la richiesta delle prestazioni sia la successiva gestione della dichiarazione dei redditi.
