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Bonus Mobili: ecco come cambia

Le spese per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici possono superare quelle degli interventi per la riqualificazione.

L’approvazione definitiva, da parte del Parlamento, del Decreto 47/2014, il cosiddetto “Casa-Expo” ha rimesso mano al Bonus Mobili, la detrazione Irpef del 50% in dieci anni delle spese  sostenute per l’acquisto di mobili, grandi elettrodomestici ed apparecchiature dotate di etichetta energetica fino ad un massimo di 10mila euro, effettuate in concomitanza con un intervento di ristrutturazione dell'immobile.

Con l’abrogazione del comma 2, articolo 16 del DL 63/13 viene meno il vincolo di non superare, nell’acquisto di arredi ed elettrodomestici, l’importo complessivo degli interventi di riqualificazione, tornando così alla versione originaria del provvedimento.

La condizione è retroattiva: il DL 47/2014 prevede infatti che per tutto il periodo di applicazione, dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014, le spese sostenute per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici sono computate ai fini della fruizione della detrazione di imposta, indipendentemente dall’importo delle spese sostenute per i lavori di ristrutturazione. Ovviamente resta il limite dei 10mila euro.

Ieri, l’Agenzia delle Entrate ha anche fornito chiarimenti sul Bonus Mobili, rispondendo ad alcuni quesiti sottoposti dai CAF.

Ristrutturare casa, ok alla spesa a rate – Le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio sono detraibili anche se sostenute tramite una società finanziaria che materialmente effettua il pagamento, a patto che questo sia eseguito con bonifico, in cui siano riportati tutti i dati richiesti in modo da consentire l’applicazione della ritenuta del 4%.

Annotazioni in fattura se le spese sono condivise – Confermata la detrazione delle spese di ristrutturazione per i familiari conviventi del possessore o detentore dell’immobile che hanno sostenuto parte delle spese. La circolare chiarisce però che, se i loro dati non sono indicati nella fattura e nel bonifico, entro il primo anno di fruizione del beneficio è necessario annotare in fattura la percentuale di spesa sostenuta, che non può essere modificata negli anni successivi. La stessa regola vale nel caso di acquisto di box auto di pertinenza dell’abitazione principale.

Errori materiali nella compilazione del bonifico, quando la detrazione è salva – Gli errori materiali compiuti nella compilazione del bonifico non impediscono ai contribuenti di fruire della detrazioni per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e per la riqualificazione energetica degli edifici, a patto che non abbiano pregiudicato l’applicazione della ritenuta d’acconto del 4%. È il caso in cui nella causale del bonifico siano stati indicati i riferimenti normativi degli interventi di recupero del patrimonio edilizio in luogo di quelli della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici (o viceversa). La detrazione resta valida a patto che siano rispettati tutti i presupposti previsti per la fruizione della detrazione.

Bonus mobili in caso di acquisto all’estero – Può ottenere le detrazioni anche chi acquista mobili da un’impresa residente all’estero che non dispone di un conto corrente in Italia, purché il pagamento sia fatto tramite bonifico ordinario internazionale e il bonifico contenga, oltre ai dati richiesti dalla normativa, il numero di partita Iva, il codice fiscale oppure l’analogo codice identificativo attribuito al rivenditore nel paese estero.

Quali interventi danno diritto al bonus? Bonus mobili anche per i contribuenti che effettuano lavori di manutenzione straordinaria su impianti tecnologici di singoli immobili per ottenere risparmi energetici. La fruizione del beneficio non spetta, invece, per la realizzazione di posti auto di pertinenza dell’abitazione, perché la detrazione è valida soltanto in caso di ristrutturazione di immobili già esistenti.

 

      

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